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Le Brigantesse: storie di donne guerriere

Le brigantesse ovvero le donne del capo, erano temute e rispettate. Spregiudicate, vestite come uomini, indossavano pantaloni, camicia, cappellaccio, maneggiavano sapientemente le armi.

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Le Brigantesse erano le donne che si davano al brigantaggio. Indossavano l’abito tipico tradizionale, rendendolo un po’ pacchiano con medagliette e gioielli ottenuti con furti e rapine, oppure scialli variopinti, e pezze di lana colorata avvolti alle gambe sotto i lacci delle ciocie.

Erano piene di ninnoli, ma anche fucili, pistole e sotto le vesti, avevano sempre il pugnale. Spesso alle donne cadute nelle mani della giustizia era risparmiata la pena di morte, che lasciava il posto al carcere duro.

Dicevano d’essere diventate brigantesse “per forza o per amore”, ma in realtà molte inseguivano libertà e avventura.

Ne ricordiamo alcune.

Olimpia Cocco di Scifelli, amante Chiavone; la ricca e indomita Maria Capitanio di San Vittore del Lazio catturata, processata, e prosciolta, fuggì di nuovo. “Rosa”, moglie del capobandito Cedrone, era un donnone e combatté vestita da uomo entrando nella leggenda quando quasi catturata finse la resa per poi afferrare lo sbirro per il collo per strangolarlo. Un secondo milite le sparò freddandola.

In Ciociaria ci sono stati molti casi di brigantesse audaci e coraggiose. Il brigante Giuseppe Schiavone s’innamorò della bella Filomena e lasciò per lei Rosa Giuliani anche per via del suo valore sul campo di battaglia, la spietatezza e l’abilità nel maneggiare le armi. Maria Maddalena De Lellis alias la “Padovella”, si dette alla macchia per amore e nella banda, acquistò subito una posizione primaria. Sapeva scrivere e poteva chiedere riscatti anche con orecchie recise. Molti briganti non calcavano la mano con le compagne, perché sapevano di cosa potevano essere capaci.e brigantesse “per forza o per amore”, ma in realtà molte inseguivano libertà e avventura. Ne ricordiamo alcune. Olimpia Cocco di Scifelli, amante Chiavone; la ricca e indomita Maria Capitanio di San Vittore del Lazio catturata, processata, e prosciolta, fuggì di nuovo. “Rosa”, moglie del capobandito Cedrone, era un donnone e combatté vestita da uomo entrando nella leggenda quando quasi catturata finse la resa per poi afferrare lo sbirro per il collo per strangolarlo. Un secondo milite le sparò freddandola. In Ciociaria ci sono stati molti casi di brigantesse audaci e coraggiose. Il brigante Giuseppe Schiavone s’innamorò della bella Filomena e lasciò per lei Rosa Giuliani anche per via del suo valore sul campo di battaglia, la spietatezza e l’abilità nel maneggiare le armi. Maria Maddalena De Lellis alias la “Padovella”, si dette alla macchia per amore e nella banda, acquistò subito una posizione primaria. Sapeva scrivere e poteva chiedere riscatti anche con orecchie recise. Molti briganti non calcavano la mano con le compagne, perché sapevano di cosa potevano essere capaci.

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