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Le Rivolte dei Briganti

Abbiamo dedicato alla Rivolta una birra bionda, arricchita dalla leggera sapidità dell’acqua di mare (raccolta in profondità). Una birra da trangugiare nelle calde giornate estive.

Antonio (Chef)

Le rivolte dei briganti erano dettate da diverse cause: aumento della pressione fiscale sui ceti più poveri, mancata redistribuzione dei latifondi (riforma agraria), privatizzazione delle terre demaniali, piemontesizzazione dell’amministrazione pubblica, leva obbligatoria.

I Briganti erano contadini, braccianti, pastori, nullatenenti, ex-soldati borbonici, delinquenti comuni, renitenti alla leva. Si riunivano in piccole bande indipendenti ed il loro numero è stimato fra i 30 e i 50 mila uomini.

I briganti trovavano terreno fertile tra legittimisti filoborbonici, parte del clero (propaganda contro i Piemontesi “massoni e senza Dio”), lo Stato Pontificio, il governo borbonico in esilio, capeggiato dall’ex-re Francesco II di Borbone e da sua moglie, Maria Sofia di Baviera, spesso, i contadini più poveri.

Le prime rivolte avvennero nell’autunno 1860 con i primi casi di insurrezioni e disordini. Nel luglio 1861: il generale Enrico Cialdini viene inviato a Napoli con poteri speciali per sedare la rivolta. Nel 1862-1866 avvenne la fase più acuta della lotta al brigantaggio, mentre tra il 1866-1871 vengono repressi gli ultimi focolai di rivolta.

Intorno al 1865, almeno 100 mila soldati piemontesi erano di stanza nel Meridione e si calcola che, per la lotta al brigantaggio, lo Stato italiano abbia impegnato più di 200 mila uomini, di cui circa 8.000 morirono in combattimento, disertarono o furono dati per dispersi.

Le perdite dei briganti sono invece difficili da quantificare. Circa 50 mila morti in combattimento o fucilati con processi sommari, circa 50 mila arrestati e condannati a pene detentive. A questi, vanno aggiunti i morti tra la popolazione civile.

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Birra dei Briganti è un Microbirrificio con sede a Ceprano (FR) che produce birra artigianale di alta qualità, ispirata alla storia, i profumi ed i sapori dei prodotti della nostra terra. L’animo dello chef Antonio Andreozzi e del mastro birraio Massimiliano Demartis si fondono ogni giorno con quello del territorio ciociaro per produrre una birra genuina e gustosa con prodotti locali di altissima qualità.

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